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Istituto Centrale per gli Archivi - ICAR

Approfondimenti

EAD

Manifesto pubblicitario della macchina da scrivere Olivetti modello Lettera 22 con piccoli profili di macchina inseriti in riquadri di varie tonalita' realizzato da Giovanni Pintori, 1956 (Associazione archivio storico Olivetti, Fondo Olivetti)

L'origine di EAD - Encoded Archival Description risale al Berkeley Finding Aids Project (BFAP), avviato nel 1993, presso la Berkeley University in California, con l'intento di sviluppare uno standard non proprietario per la codifica in formato digitale di strumenti di ricerca quali inventari, elenchi sommari, indici facendo ricorso allo Standard Generalised Mark-up Language (SGML). L’adozione di SGML come linguaggio di codifica portò all’elaborazione di una prima DTD sperimentale, che, dopo il coinvolgimento nel progetto di altre istituzioni di conservazione e di ricerca, compresa la Library of Congress di Washington, e l’interesse manifestato dalla comunità archivistica statunitense e dalla Society of American Archivists, fu ulteriormente perfezionata ed assunse, nell’estate del 1995, il nome di Encoded Archival Description. 

La versione 1.0 di EAD è stata rilasciata nel 1998, accompagnata dalla pubblicazione della Tag library e delle Application guidelines sul sito ufficiale del progetto, ospitato all’interno di quello della Library of Congress, che del mantenimento di EAD era, nel frattempo, diventata l’agenzia responsabile.

EAD si è proposto come uno strumento per la conversione e la pubblicazione in formato elettronico di strumenti di ricerca archivistici prodotti originariamente su supporto cartaceo e la loro pubblicazione in formato elettronico nonché per l'elaborazione e lo scambio di descrizioni archivistiche in formato nativamente digitale. L'adozione di standard e tecnologie come XML che consentono la conservazione e la comunicazione dei dati, indipendentemente da specifiche piattaforme hardware e software, mira a garantire la persistenza della struttura e del contenuto delle descrizioni, e la loro accessibilità e validità nel tempo.

Nel 2002, dopo una fase di revisione durata molti mesi e che ha visto il coinvolgimento di archivisti di altri paesi (Australia, Canada, Francia e Gran Bretagna) fu rilasciata una nuova versione della DTD (EAD 2002), che non ha introdotto radicali modifiche rispetto alle versione 1.0, ma ha provveduto soprattutto ad adeguare taluni suoi elementi alla nuova edizione del General International Standard Archival Description, ISAD (G), pubblicata nel 2000. Frattanto è stata realizzata la conversione della DTD in XML, linguaggio di marcatura con il quale essa era già sostanzialmente compatibile fin dalla versione 1.0 del 1998.

Nel 2010 è stata avviata un ulteriore fase di revisione che ha portato al rilascio nell'agosto 2015 di una nuova versione dello standard denominata EAD3, che ha introdotto mutamenti significativi sia nella struttura del tracciato XML che negli elementi descrittivi.

 

 



Ultimo aggiornamento: 07/11/2020